Consiglio Comunale di Pianiga del 13 dicembre 2011.

Osservazioni di “Pianiga Democratica” al punto all’ordine del giorno:

RATIFICA ACCORDO DI PROGRAMMA DENOMINATO VENETO CITY AI SENSI ART. 32 L.R. 35/2001 “NUOVE NORME SULLA PROGRAMMAZIONE” TRA I SOGGETTI: REGIONE VENETO, PROVINCIA DI VENEZIA, COMUNE DI PIANIGA SOGGETTO PROPONENTE.

 

Per la discussione di questo ordine del giorno, poniamo all’attenzione del signor sindaco, dei colleghi consiglieri e della cittadinanza, alcune riflessioni in merito al tema Veneto City, in aggiunta a quanto già affermato nelle nostre dichiarazioni dei consigli comunali del 10 e 28 giugno 2011, che in questa sede confermiamo.

 

1)      La pianificazione regionale del territorio, a partire dagli anni ‘90, costatando la crisi della produzione, ha intravisto una nuova possibilità di sviluppo legata ai flussi commerciali in un territorio come il nostro, che è e sarà sempre più luogo di attraversamento. Conseguentemente la Regione ha individuato, come siti per le future attività economiche, territori in prossimità di infrastrutture e di nodi esistenti, ritenendoli di alto valore attrattivo e strategico. Secondo il nostro punto di vista si tratta di scelte opportune per i nostri comuni, e questo principio dovrebbe valere anche per il futuro, vincolando a destinazione economica zone “compromesse” come quelle prossime all’autostrada, salvaguardando i territori del Graticolato e della Riviera, i centri storici e la campagna.

 

2)      Nessuna legge o regolamento comunale ha previsto limitazioni all’acquisizione e all’utilizzo delle aree in questione; è stato quindi legittimo l’acquisto dei terreni da parte di un gruppo di investitori ed è legittimo che gli stessi possano veder riconosciuti tutti i diritti conseguenti. Non riteniamo realisticamente possibile un recesso da parte del comune di Dolo, e su questo assunto si sono fondate e si fondano tutte le nostre valutazioni.

 

3)      La proposta Veneto City non ci ha lasciato indifferenti: abbiamo già avuto modo di dire e lo ribadiamo per correttezza, che la pianificazione dell’area, per l’approccio multidisciplinare e innovativo svolto nella progettazione, la rende un’ipotesi qualificata e migliorativa rispetto alla tradizionale e disordinata urbanizzazione esistente o già prevista.

Veneto City, tuttavia, come tutti i progetti, deve essere calato nella realtà di un territorio: qui stanno i veri nodi a cui l’Accordo di Programma non è stato in grado di dare risposte sufficienti e di dare certezze ai cittadini, preoccupati per gli impatti sulla viabilità, sul tessuto socio-economico, sui cambiamenti inevitabili e non ancora evidenziati.

 

4)      Come tanti altri cittadini, anche noi abbiamo voluto presentare delle osservazioni che riteniamo di buon senso e che riflettono le preoccupazioni di cui parlavamo in precedenza. Le nostre osservazioni sono state tutte respinte e le motivazioni, nel loro richiamarsi freddamente alla normativa vigente, hanno fatto capire che la fase delle osservazioni, pomposamente fatta passare per vera occasione di partecipazione, è stata ridotta a una questione meramente amministrativa.   Riteniamo che i nostri amministratori abbiano fatto una magra figura tornando dalla Conferenza decisoria, avendo sottoscritto un Accordo di Programma che lascia ampi spazi di libertà, confermando, in tal modo, uno stato di incertezza.

 

5)      Il nodo più preoccupante riguarda la viabilità: i cittadini vogliono la certezza che le strade del loro comune non vengano invase da traffico; vogliono vedere realizzate, ancor prima dell’apertura dei cantieri, quelle opere infrastrutturali esterne all’ambito di Veneto City, che sono condizione essenziale perché possa insediarsi un centro di questa portata. Chi penserà a farle e quando? E’ molto verosimile che gli accordi non scritti prevedano che sia la Regione a realizzare le infrastrutture, quindi, con le tasse dei cittadini. Per quanto riguarda i tempi, basta ricordarci del Passante. Riteniamo tutto questo molto ingiusto e meritevole di essere ridiscusso con i proponenti. Veneto City si appresta a diventare una cattedrale nel deserto, un cuore privo di arterie, e a pagarne le conseguenze saranno i cittadini.

 

6)      E’ relativa ai temi della partecipazione e della trasparenza un’altra nostra osservazione, su cui la Conferenza ha voluto restare indifferente.  Abbiamo dovuto assistere, in questi anni, alla deliberata scelta dell’amministrazione comunale di non coinvolgere i cittadini nella discussione su un tema così importante, negando un doveroso percorso partecipativo democratico: modalità attraverso la quale si sarebbero evitate, forse, la conflittualità sociale e le divisioni che stanno costringendo i nostri concittadini in un pro e contro deleterio, che non lascia spazio al desiderio di approfondimento e di vera informazione.

Abbiamo assistito al tardivo, ma speriamo sincero, tentativo di informare la cittadinanza da parte dell’amministrazione comunale: sono stati incontri infruttuosi e mal pensati, non avendo avuto il necessario taglio del confronto, incontri che si sono limitati ad una mera illustrazione, oltretutto affidata agli stessi estensori del progetto.

Vorremmo qui fare un inciso: abbiamo registrato un unico vero momento di confronto, sebbene dopo la firma dell’accordo di programma, in un incontro organizzato dal comitato locale del Graticolato, che ha presentato i dati e su quelli ha impostato la sua critica, con una seria e motivata rappresentazione dei pro e dei contro del progetto. Non conosciamo direttamente queste persone, ma desideriamo ringraziarle per la correttezza e per il dibattito suscitato, che non ci hanno trovato indifferenti.

Infine, per complicare le relazioni con un’opinione pubblica già offesa, ci sono stati, ultimamente, anche altri episodi che hanno segnato l’attrito tra amministrazioni e cittadinanza: ci chiediamo perché si sia voluto lo scontro sminuendo il valore di una raccolta firme popolare e di legittime osservazioni presentate dai cittadini; ci chiediamo perché, ancor prima di conoscere le controdeduzioni e le risposte alle osservazioni da parte della Regione, si sia voluto accelerare i tempi con la improvvisa firma in Conferenza dei servizi, notizia che ha lasciato allibiti tutti e che ha denotato mancanza di rispetto.

Ritornando alla nostra osservazione, avevamo denunciato la mancanza di trasparenza per le successive fasi attuative del progetto, ma la Conferenza ha confermato che non c’è necessità di rendere partecipi i cittadini alla redazione dei PUA Piani Urbanistici Attuativi. Un’altra occasione persa dall’amministrazione comunale per ricucire lo strappo nei confronti dei cittadini.

 

7)      Un’altra nostra osservazione ha riguardato la percentuale di superficie destinata ad uso commerciale, per la quale abbiamo chiesto una riduzione dal 14% al 5%. Anche qui la risposta è stata negativa. Con una scelta di questo tipo noi speravamo venisse accettata la proposta di rafforzare e salvaguardare l’idea cardine dei soggetti proponenti, cioè quella incentrata sulla destinazione d’uso direzionale, limitando il commerciale al minimo indispensabile, anche per non intaccare le attività già esistenti sul territorio.

 

8)      Per quanto riguarda la stazione SFMR, abbiamo chiesto di scrivere nero su bianco che con questa nuova fermata non siano soppresse le stazioni di Vigonza e Ballò. La richiesta è stata giudicata non pertinente scaricando la competenza agli enti preposti.

 

9)      Abbiamo richiesto, in un’altra osservazione, che il PAT del nostro comune venga necessariamente rivisto alla luce di Veneto City, non solo aggiungendo la parte Veneto City (variante che sarà apportata automaticamente dall’accordo stesso), ma anche mediante lo studio delle nuove esigenze urbanistiche che comporterà la vicinanza del nuovo insediamento. Respinta.

 

10)   Riguardo al controllo e alla sicurezza dell’area Veneto City è stato chiesto che gli oneri relativi non gravassero sugli enti locali, ma fossero posti a carico dei soggetti attuatori. Ci è stato risposto che solo le forze dell’ordine sono preposte a questo, pur trattandosi di un’area privata.

 

11)   Per quanto concerne la viabilità, le infrastrutture e la messa in sicurezza idraulica previste nell’intera area, abbiamo chiesto che tutti gli interventi vengano eseguiti fin dal primo stralcio della Fase 1. Respinta. Rimane dunque il pericolo di restare con zone incomplete, dove potrebbero regnare incuria e abbandono.

 

12)   A causa di un palese conflitto di interessi, abbiamo chiesto che il Proponente, in quanto parte in causa, fosse escluso dal Collegio di Vigilanza. Respinta. Il controllato può ben diventare controllore di sé stesso.

 

13)   Un’osservazione ha riguardato il così detto nesso di funzionalità delle opere previste nell’accordo di programma, ossia la valutazione di quali opere infrastrutturali siano necessarie in ciascuna fase di attuazione delle edificazioni.   Abbiamo pertanto chiesto che questo compito spettasse al Collegio di Vigilanza, in quanto espressione delle amministrazioni sul cui territorio insistono le opere, per garantire un maggior controllo sulle stesse. Respinta.

 

14)   Infine abbiamo suggerito che, come per tutti i contratti, sia previsto il caso di un recesso unilaterale e che sia stabilito il relativo indennizzo. Troppo difficile. Respinta.

 

 

 

Registriamo, infine, il fatto, che tale operazione si sviluppa nuovamente con una forte sospetta accelerazione nella sua fase conclusiva, segno di debolezza dell’amministrazione comunale; rimane la questione politica di una scelta che ricadrà sul territorio con ripercussioni che non saranno solo dei comuni interessati all’Accordo di Programma, ma anche di tutti i comuni limitrofi.

Il nostro gruppo consiliare oggi decide, ancora una volta , di dichiararsi contrario a questo Accordo di Programma, con un voto di responsabilità nei confronti dei concittadini di Pianiga e degli abitanti dei comuni del Graticolato e della Riviera.

 

Pianiga, 13 dicembre 2011.

 

 

I consiglieri comunali

 

Naletto Riccardo

 

 

Gottardo Nello

 

DICHIARAZIONE CIRCOLO DEL PARTITO DEMOCRATICO SU VENETO CITY.

 

Il Circolo del Partito Democratico di Pianiga ha presentato alcune circostanziate e motivate osservazioni sull’Accordo di Programma relativo a Veneto City: le relative controdeduzioni ed i relativi pareri negativi, espressi nei giorni scorsi dalla Conferenza decisoria, sono assolutamente inadeguati alle problematiche evidenziate. Il Circolo manifesta perciò il suo dissenso e la sua insoddisfazione circa le motivazioni addotte per respingere le sue osservazioni e ritiene necessario ribadire alcuni elementi.

 

La realizzazione delle opere infrastrutturali esterne all’ambito Veneto City, richiesta dal Circolo come impegno sine qua non, è demandata a ipotetiche programmazioni e progettazioni provinciali e regionali, che calano le decisioni e le costruzioni nell’incertezza e nel pressapochismo.

 

La Conferenza conferma, con ciò, che Veneto City è una cattedrale nel deserto, un cuore privo di arterie, un progetto privo di collegamenti con gli ambiti esterni: essa permette la nascita di un nuovo bisogno di mobilità, per poi non soddisfarlo, con la certezza di creare a chi vive nel territorio problemi di non facile soluzione.

 

Non è risultata degna di accoglimento neppure l’osservazione pertinente alla nuova fermata SFMR che andrà a scapito delle fermate esistenti di Pianiga-Vigonza e Ballò-Dolo, ottimi ausili per i cittadini che preferiscono il mezzo pubblico a quello privato.

 

Si era denunciata anche la mancanza di trasparenza nelle fasi attuative del progetto, ma la Conferenza ha confermato che non c’è necessità di rendere partecipi i Cittadini alla redazione dei PUA, prossimo passo per Veneto City dopo la ratifica dell’accordo da parte dei Consigli comunali e la firma del Presidente Zaia.

 

Le Amministrazioni, infatti, provvederanno ad “eventuali” nuovi incontri.

 

Si sta perdendo un’altra occasione per instaurare una pianificazione partecipata, non capendo che le preoccupazioni dei cittadini sono motivate dal timore-certezza che si verranno a creare situazioni di disagio e di congestione e che si ripeteranno le tristi esperienze in cui prima si creano i problemi e poi, molto poi, si tenterà di tamponarli, comunque con oneri a carico della cittadinanza.

BRUSCA ACCELERAZIONE

VENETO CITY!!

 

 

COMUNE DI PIANIGA 

 

 

        

 

Prot. n.    21407                     Lì, 7.12.2011

 

 

Oggetto: Convocazione Consiglio Comunale in sessione ordinaria.

 Ai Sigg. CONSIGLIERI COMUNALI

 

 

                  L O R O     S E D I

 

Si invitano le SS.LL. a partecipare alla riunione del CONSIGLIO COMUNALE che viene convocato in sessione ordinaria così come segue:

I Convocazione: Martedì 13 Dicembre 2011 – ORE 18,00.

 

II Convocazione: Mercoledì 14 dicembre 2011 – ORE 10,00.

Si allega alla presente gli argomenti posti all’Ordine del Giorno.

Distinti saluti.

IL SINDACO Avv. Massimo Calzavara

ORDINE DEL GIORNO DEL 13 DICEMBRE 2011

1)        RATIFICA ACCORDO DI PROGRAMMA DENOMINATO VENETO CITY AI SENSI ART. 32 L.R. 35/2001 “NUOVE NORME SULLA PROGRAMMAZIONE” TRA I SOGGETTI: REGIONE VENETO, PROVINCIA DI VENEZIA, COMUNE DI PIANIGA SOGGETTO PROPONENTE.

basta la salute??

 

venerdì 2 dicembre 

 

Basta la salute PD Pianiga

Ottima occasione di confronto l’incontro organizzato dal Gruppo Regionale del Partito Democratico sul Piano socio Sanitario, svoltosi venerdì 2 dicembre presso il Circolo del Partito Democratico di Pianiga.

Nella serata, grazie anche all’ausilio della Dottoressa Ghiotti e del dottor Tasso rappresentanti dello staff del Segretario Regionale Mantoan, è stato illustrato in dettaglio il Piano Socio Sanitario al vaglio della V Commissione Regionale.

“Basta la salute?”, titolo dell’incontro svoltosi a Pianiga cercava di far percepire ai cittadini quale epocale cambiamento subirà la sanità veneta e più nello specifico la Riviera Del Brenta con le sue U.S.S.L. di eccellenza Dolo e Mirano.

All’incontro ha partecipato anche come ospite il Direttore Generale dell’U.L.S.S. 13 Arturo Orsini, che constatava nel suo intervento la situazione di precarietà in cui si trovano i plessi di Dolo e Mirano, dal punto di vista infrastrutturale, e la precarietà delle risorse che servono per gestire le due U.L.S.S. 13, sempre più scarse.

A causa della situazione economica nazionale le Regioni si trovano a dover gestire le proprie risorse in modo accurato, ma nel caso non bastassero dove si andrà a tagliare, ricordando che la spesa sanitaria assorbe l’80% del bilancio regionale?

Quali risorse permetteranno alle nostre U.L.S.S. della Riviera del Brenta di continuare a dare un servizio di eccellenza?

Questo il Piano Socio Sanitario per ora non lo dice.

intervento del Direttore Generale U.L.S.S. 13 Arturo Orsini

PROPOSTA DEL CIRCOLO DEL PARTITO DEMOCRATICO

Il Circolo del Partito Democratico di Pianiga, ha prodotto un documento presentato ai vertici del Partito Democratico e al referente in Consiglio Regionale V Commissione il Consigliere Bruno Pigozzo, in cui vengono messe in evidenza le criticità e le carenze  che il Piano Socio Sanitario presenta, elencate di seguito in sintesi:

1.       Aspetti gestionali e amministrativi dell’Azienda Sanitaria Locale.

Il miglioramento della gestione e dell’amministrazione dell’Azienda Socio Sanitaria Locale può avvenire anche attraverso la correzione e revisione dei:

·         criteri nella selezione del personale, selezioni per titoli e attraverso dei concorsi pubblici;

·         trasparenza negli atti amministrativi;

·          utilizzazione di Progetti (obiettivi/risorse).

2.       Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera Scelta.I Medici di Medicina Generale denominati in seguito MMG e i Pediatri di Libera Scelta denominati in seguito PLS rappresentano il primo contatto tra malato e struttura Socio Sanitaria Locale.

La figura professionale del MMG nel sistema attuale viene minimizzata e sminuita, non valutando il loro profilo e relegandoli molto spesso ad una funzione da  tramite tra il paziente e lo specialista.

La rivalutazione nel sistema attuale della figura del MMG comporterebbe nuovo stimolo e nuova riqualificazione della figura stessa.

Per esempio, l’incentivazione all’aggregazione degli MMG in medicina di gruppo, permetterebbe al cittadino attraverso la presenza continuata di un Medico la possibilità in caso di necessità di recarsi non presso le strutture ospedaliere di primo soccorso ma dal proprio medico o da un medico associato; questa forma dovrebbe trovare una incentivazione anche nel Piano Socio Sanitario Regionale.

Così si potrebbe ripristinare il normale svolgimento delle attività delle strutture di Pronto Soccorso, destinate ad una casistica di gravità maggiore, spesso invece intasate per dare riscontro a casistiche di gravità minore che potrebbero essere risolte dagli MMG.

3.       Organizzazione del Distretto Socio Sanitario. Rivedere l'organizzazione del Distretto Socio Sanitario anche in relazione alle competenze dei MMG e ai PLS e al rapporto con l'Ospedale Acuti.

4.       Dipartimento di Prevenzione. Valorizzazione  ( ambiente, luoghi di lavoro, alimentazione).

5.        Sert e del Dipartimento della Psichiatria. Organizzazione  nella gestione della sofferenza psichica.

6.        Conferenza  dei Sindaci e ruolo dei Comuni nelle programmazione locale socio sanitario. La Conferenza dei Sindaci dei Comuni il cui territorio costituisce l'ambito dell'Azienda U.L.S.S. n.13, è l'organismo rappresentativo delle Autonomie Locali. Attraverso l’introduzione del parere vincolante espresso dalla Conferenza dei Sindaci  nei quesiti in oggetto di sua competenza, si può rafforzare il ruolo e i poteri della stessa. Questo comporterebbe una maggior responsabilizzazione dell’organo e di conseguenza un obbligo da parte delle strutture Regionali o territoriali di riferimento di rispetto e osservanza delle decisioni prese dalla sopraindicata Conferenza.

7.       Fondo Sanitario Regionale. Spesso siamo chiamati come cittadini a come politici ad azioni di protesta contro la Regione Veneto per chiedere una  integrazione della quota di finanziamento erogata alla nostra Azienda U.L.S.S.  13, in quanto quella attualmente sarebbe insufficiente a garantire le adeguate prestazioni sanitarie. A tale proposito ci sentiamo di proporre un gruppo di lavoro regionale che sia in grado di approfondire l’adeguatezza dei criteri attualmente indicati nella bozza proposta dalla Giunta Regionale del Piano Socio Sanitario.

8.       Strutture di accoglienza per anziani. Riteniamo utile una riflessione sulle Case di Riposo, siamo passati dal mitizzare l’assistenza nel territorio all’aprire le porte all’idea di una Casa di Riposo per ogni Comune. Riteniamo ci debba essere innanzi tutto una politica che sia di sostegno all’anziano e alla sua famiglia, utilizzando le risorse  già presenti nei Comuni e nell’Azienda U.L.S.S.  13 e i dati epidemiologici, attraverso l’individuazione di un circuito di servizi e adeguato alle varie necessità che vanno dall’abitazione, all’assistenza sanitaria continua e alla riabilitazione.

9.       Riorganizzazione struttura ospedaliera. Per un adeguato servizio ospedaliero locale non servono nuovi ospedali ma strutture e personale adeguato, questo emerge anche dal sondaggio da noi svolto nel territorio Comunale. Un reparto di eccellenza non si viene a costituire nel momento in cui attraverso la finanza di progetto si costruisce un nuovo plesso ma nel momento in cui si fanno delle scelte che permettono di costituire una équipe di eccellenza, per esempio attraverso la scelta di  personale qualificato con  metodi di selezione che valutino il merito e i titoli.

10.   Formazione dei Medici ospedalieri. Un servizio sanitario d’eccellenza si costruisce anche attraverso la continua formazione dei medici ospedalieri e di tutto il personale infermieristico, questo rappresenta  un benefit in termini di riscontro per l’intera collettività e non solo per il medico che può approfondire la sua conoscenza ed aggiornarla alle scoperte scientifiche in continua evoluzione. A tale scopo dovrebbe l’organo Regionale di competenza prevedere una adeguata quota del fondo Sanitario Regionale da destinare annualmente alla formazione e all’aggiornamento del personale medico e infermieristico.

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PARTECIPA AL SONDAGGIO...

 

IL PARTITO DEMOCRATICO CIRCOLO DI PIANIGA, CONSAPEVOLE CHE LA SALUTE E’ IL BENE PRIORITARIO PER OGNI CITTADINO:

 

 

 

  •        RITIENE UTILE AFFRONTARE LA DIMENSIONE SANITARIA ALL’INTERNO DEL    NOSTRO COMUNE/Azienda Socio Sanitaria U.L.S.S 13,

 

  •        RITIENE DI POTER SVOLGERE UN RUOLO PROPOSITIVO NEL RAPPORTO CITTADINO-PERSONALE SANITARIO AFFINCHE’ I BISOGNI DEI CITTADINI SI INCONTRINO CON GLI SFORZI DEI SANITARI.

 

 

Per questo auspichiamo il Suo contributo, chiedendoLe di indicare 5 priorità tra gli argomenti di seguito indicati, secondo Lei, più importanti per la tutela della salute dei cittadini di Pianiga (è possibile scegliere un massimo di 5 argomenti e indicare il numero corrispondente nel formulario).

 

( 1)    liste di attesa per le visite ambulatoriali

( 2)   durata dei tempi di degenza ospedaliera

( 3)   professionalità del personale medico

( 4)   professionalità del personale infermieristico

( 5)   professionalità del personale di assistenza

( 6)   modalità di accesso agli ospedali

( 7)   accesso al pronto soccorso

( 8)  accessibilità ai servizi socio sanitari del distretto

( 9)  dislocazione sedi del distretto

(10) assistenza domiciliare

(11) distribuzione farmaci e ausili/ protesici

(12) informazione sull’organizzazione sanitaria

(13) le campagne vaccinali

(14) accesso alla struttura ospedaliera, parcheggio

(15 )rapporto tra paziente-medicina e diritti del malato

(16)altro…………………………………………………………… 

 

 

La ringraziamo per la sua preziosa collaborazione: le indicazioni saranno utilizzate per contribuire alla definizione di una proposta che verrà inoltrata dal Partito Democratico di Pianiga alla sedi competenti.

       

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UN GRANDE PAESE MERITA UN FUTURO MIGLIORE !!

CON IL BUS ORGANIZZATO DAL CIRCOLO DI FIESSO D'ARTICO LA RIVIERA DEL BRENTA C'ERA!!

...video dell'intervento del Segretario Bersani...

 

QUESTIONE MORALE E COMPORTAMENTI. LA LINEA E LE AZIONI DEL PD SONO CHIARE: DI FRONTE ALLA GIUSTIZIA NON CI SONO E NON DEVONO ESSERCI DIFFERENZE TRA I CITTADINI COMUNI E POLITICI. IL RICHIAMO DI NAPOLITANO.

Di fronte alla giustizia non devono esistere differenze. Questa è l’idea e la linea di azione del Partito democratico. Lo ha detto ieri il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Il Pd ha dimostrato questa sua linea rigorosamente anche nei fatti. Sul caso Papa, il gruppo del Pd alla Camera ha chiesto il voto palese ed ha votato sì. Al Senato sul caso Tedesco, il gruppo del Pd ha chiesto il voto palese ed ha votato sì. In questo caso alcuni senatori del Pd hanno rivelato di aver votato in modo difforme. Ma il gruppo, per larghissima parte, è rimasto compatto (tanto che su 125 voti disponibili per le opposizioni Pd, Idv e Terzo polo, i sì hanno conquistato 127 voti). Il Pd ha fatto insomma la sua parte. Si poteva chiedere a Tedesco (che fa parte del gruppo Misto) di fare un passo indietro. E anche questo è stato fatto.

Anche nel caso Sesto San Giovanni, che ha coinvolto Filippo Penati, la linea del Pd è stata attuata con rigore. Lo stesso Penati, dichiarandosi completamente estraneo ai fatti di cui viene sospettato dalla magistratura, ieri si è autosospeso dall’incarico di vice presidente del consiglio regionale lombardo per evitare di coinvolgere l’istituzione in questa vicenda. E tutto il Pd, compreso lo stesso Penati, ha dichiarato che la magistratura deve fare presto e bene il proprio lavoro.

Su questo tema la destra (Il Giornale, Libero, i telegiornali berlusconiani, il tg1) sta tentando di fare un’operazione destinata al salvataggio del presidente del Consiglio: gettare fango su tutti consente di coprire mediaticamente i guai di Berlusconi e delle cricche che gli gravitano attorno (e infatti in questo periodo il premier sta più zitto del solito ), soprattutto consente di sviare sul tema della "politica è tutta un fango" la consapevolezza del clamoroso fallimento del governo del centro destra. Tutti i principali giornalisti della destra sono al lavoro su questa operazione, come un sol uomo, segno che si tratta di un’operazione coordinata.

Bisogna invece tenere il timone con la barra ferma: nessuna indulgenza verso l’esterno e verso l’interno; la magistratura faccia il suo corso. Chi sbaglia deve pagare. Ma attenzione: non siamo tutti uguali. E non bisogna dimenticarlo.

COSTI DELLA POLITICA: ECCO LE PROPOSTE DEL PD

 

Di fronte all’emergenza economica il Pd ritiene che la politica debba dare un contributo concreto di sobrietà e di responsabilità, lottando invece contro le concezioni demagogiche che rischiano di confondere tutto e non risolvere nulla.

 

Per questa ragione, il Pd ha da tempo messo a punto precise proposte e dato vita a concrete iniziative parlamentari sul tema dei costi della politica e delle riforme istituzionali. Al Senato ha anche presentato emendamenti alla manovra del governo insieme a Idv e Udc, misure che il governo e la maggioranza hanno respinto, impedendone l’approvazione, ma che restano validi punti di riferimento per gli interventi da realizzare.

 

·       Riduzione del numero dei parlamentari. Il Pd ha presentato da tempo diverse proposte di legge per ridurre entro la legislatura, il numero dei parlamentari e cambiare le funzioni del Senato. Per esempio, una Camera con 400 deputati e un Senato Federale con 200 senatori. E’ possibile calendarizzare già dal prossimo settembre il provvedimento volto alla riduzione dei parlamentari.

 

·       Retribuzioni dei parlamentari. Il Pd punta a modificare la legge del 1965 che lega la retribuzione dei parlamentari alla retribuzione dei magistrati italiani, per scegliere un nuovo parametro. L’obiettivo è di allineare l’Italia alla media delle retribuzioni dei parlamentari degli altri paesi europei.

 

·       Vitalizi. Con una decisione interna alla Camera e al Senato (gli organi costituzionali hanno un’autonomia decisionale sul proprio bilancio) il Pd propone di rivedere entro la legislatura i vitalizi dei parlamentari riportandoli al sistema previdenziale in vigore per tutti gli altri cittadini iscritti all’Inps.

 

·       Risparmi e trasparenza su affitti e servizi. Il Pd propone di lavorare concretamente all’interno dei bilanci di Camera e Senato per ridurre la spesa collegata agli immobili (affitti), per dare trasparenza e risparmiare sui servizi offerti.

 

·       Gli emendamenti al Senato. Con gli emendamenti alla manovra proposti anche insieme a Idv e a Udc il Pd punta inoltre ad alcune riforme capaci di dare un contributo importante al contenimento della spesa pubblica. Tra queste proposte vi sono:

1.     L’accentramento dei comuni più piccoli.

2.     L’accorpamento delle province sotto i 500.000 abitanti (di fatto si arriverebbe ad un dimezzamento delle attuali province).

3.     L’accorpamento delle società che fanno capo ai comuni (un comune non potrà avere più di una società: e così verrebbero meno migliaia di aziende, con i relativi consiglieri).

4.     La totale incompatibilità dell’incarico dei parlamentari con qualsiasi altro incarico (sindaco, consigliere, presidente di provincia…).

5.     Taglio delle auto blu e dei voli blu, limitandone l’uso a chi ne ha davvero bisogno.

6.     Reintroduzione del tetto alla retribuzione dei manager pubblici 

 

Queste proposte costituiscono un punto fermo del Pd, un patrimonio di iniziative sulle quali daremo battaglia e che il Pd si impegna a realizzare.

27 FEBBRAIO PIANIGA PIAZZA SAN MARTINO...BERLUSCONI DIMETTITI!!

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L'argomento principale di questi giorni è la Convenzione Nazionale (Congresso) che si terra' l'undici ottobre, poi a seguire, le Primarie ove ogni iscritto potra' esprimere il Suo voto per uno dei tre Candidati Nazionali e, di conseguenza, al rispettivo Candidato Regionale.                                   C'è molto materiale nel sito !!!! 


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