CONSIGLIO COMUNALE DEL 25 LUGLIO 2011 – COMUNE DI PIANIGA
ADOZIONE PIANO DEGLI INTERVENTI
Egregio Signor Sindaco e colleghi Consiglieri,
La seduta odierna del consiglio Comunale prevede l’adozione della prima fase di un importante strumento urbanistico: il piano degli interventi.
Questo Piano rende operativo, seppure per una piccola parte, lo strumento generale denominato P.A.T.
Abbiamo già detto più volte ed in più occasioni, come a nostro parere il P.A.T. approvato in conferenza di servizi nel 2010, risulti oggi inadeguato e superato dagli eventi sopraggiunti nell’ultimo periodo. A maggior ragione, il presente Piano degli interventi rappresenta uno sviluppo urbano che contraddice quello che per noi sarà o potrà essere il futuro di Pianiga.
Questa prima fase del piano degli interventi propone uno sviluppo di “città” (seppure questo termine è un eufemismo poiché il termine più adatto potrebbe essere quello di aggregato rurale) che a nostro avviso non migliora l’assetto territoriale esistente.
Gli aspetti fondamentali riguardano la realizzazione di una quantità di volumetria pari a circa il 10% di quella prevista dal P.A.T. per l’intero territorio comunale, che sarà distribuita e spalmata nell’ambito del territorio agricolo, incrementando la visione di anonima città diffusa, che contraddistingue negativamente il territorio dei nostri comuni compresi tra Venezia e Padova.
Sappiamo che la tipologia di tali nuove edificazioni corrisponderà a fabbricati monofamiliari o bifamiliari (pertanto con un impatto relativo), ma constatiamo anche come tali insediamenti andranno a rafforzare l’edificazione disomogenea costituitasi nel tempo a ridosso delle linee del graticolato romano fuori dei centri abitati.
Nonostante le volumetrie non rappresenteranno grandi entità, essendo esse poste a ridosso del tracciato della centuriazione romana, comprometteranno ulteriormente il paesaggio e l’assetto ambientale già alterato nel corso del tempo. Oltre a questo vi sarà un aggravio sulla rete stradale, rappresentato dalla presenza di nuovi accessi carrabili.
Per quanto riguarda la frazione di Mellaredo, considerando la distribuzione di nuovi insediamenti sia ad est sia ad ovest della SR 515 (Noalese), si evidenzia l’intensificazione di ulteriori problemi relazionali per gli abitanti che devono spostarsi da una parte all’altra dell’arteria viaria.
Ci risulta inoltre difficile comprendere il sistema adottato per la determinazione dei nuovi lotti edificabili, un sistema disomogeneo, privo di logica e razionalità.
E’ stato detto più volte che la volontà politica che contraddistingue la realizzazione di questa prima fase del Piano degli interventi è quella di dare la possibilità ai giovani di poter realizzare la propria casa vicino a quella dei genitori, ma è forse questo che ci chiedono oggi le nuove generazioni? In un mondo globalizzato sempre più esteso la scelta di determinare lo sviluppo insediativo seguendo modelli patriarcali di stampo rurale ci sembra anacronistico ed inadeguato per il nostro comune che nei prossimi anni sarò investito da forti e significative trasformazioni sociali ed economiche.
Nonostante sul piano tecnico la parte relativa alle norme sia stata perfezionata in modo apprezzabile, per tutti i motivi sopra esposti non possiamo condividere l’idea politica che genera questa prima fase del Piano degli Interventi, così come riteniamo inadeguato lo sviluppo ed il modello urbano che si prefigura per questa parte del territorio, e per gli stessi motivi il nostro voto è contrario all’adozione di questo piano.
I consiglieri comunali
Naletto Riccardo
Gottardo Nello
DICHIARAZIONE DI VOTO DEL GRUPPO CONSILIARE “PIANIGA DEMOCRATICA”
SUL PUNTO ALL’O.D.G.
“ACCORDO DI PROGRAMMA VENETO CITY - AUTORIZZAZIONE ALLA SOTTOSCRIZIONE”
Il Consiglio comunale di oggi prevede all’ordine del giorno di autorizzare il Sindaco a firmare l’Accordo di Programma riferito al progetto Veneto City.
Con la presente esponiamo alcune riflessioni finalizzate a chiarire le motivazioni del nostro voto, anche in considerazione del rilievo politico sovra comunale che il progetto riveste.
1) IL PROGETTO - Bisognerebbe anzitutto valutare il progetto nel merito, ma non è questo l’argomento all’ordine del giorno. Fin dall’inizio abbiamo cercato di avere le maggiori informazioni possibili, di seguire l’evoluzione progettuale, anche cercando il confronto con la cittadinanza. Questo impegno di ricerca e questa impostazione propositiva, ci ha portato a formulare un giudizio obiettivo, libero e ponderato:
- Pianiga si è caratterizzata per la crescita priva di programmazione delle sue aree produttive, rispetto alla quale l’idea di Veneto City, che si fonda su un approccio progettuale multi disciplinare, si presenta sicuramente come un’ipotesi qualificata, coinvolgendo un territorio ampio, investendo sul verde, sull’energia rinnovabile, sull’architettura sostenibile, tematiche sulle quali si sofferma la nostra sensibilità politica.
- Veneto City è, nella sua progettualità, un’idea innovativa, da riproporre per gli ambiti non ricompresi nell’Accordo di Programma, che altrimenti potrebbero rischiare di subire uno sviluppo disordinato. Un antidoto dunque all’urbanizzazione caotica e speculativa che ci ha contraddistinto finora e di cui i capannoni di via Veneto sono un esempio negativo.
- aspetti del progetto ci fanno permanere dubbiosi e richiederanno una maggiore attenzione e vigilanza, ma contiamo di presentare le nostre osservazioni nella fase in cui saranno richieste.
2) L’ACCORDO - L’Accordo di Programma che ci è stato sottoposto (il giorno stesso in cui ci siamo trovati in commissione), è un testo che riassume i termini e le condizioni che Regione, Provincia, comuni, proponente si impegnano a rispettare e comprende, come parte integrante, la documentazione che studia ed analizza un comparto vasto. Tuttavia l’accordo riguarda solo la cosiddetta Fase 1, che rappresenta solo il 50 % della parte non edificata del comparto studiato.
- E’ comprensibile che il proponente voglia restringere il raggio d’azione alle sole aree di cui è proprietario. Il primo problema di metodo quindi è: come faranno le amministrazioni, e quindi i cittadini, ad avere la garanzia che il progetto sarà completato evitando gli errori compiuti nel passato? Da una parte dunque una progettazione di qualità su un settore di Veneto city che fa ricadere i suoi effetti su un territorio vasto, dall’altra un Contratto che ne formalizza solo una parte, lasciandone più di metà senza governo.
- E’ evidente l’esigenza di uno strumento che possa fissare i criteri della progettazione e ne garantisca, nel tempo, l’attuazione. Tale strumento non può essere che la revisione del PAT: l’attuale sarà superato nel momento stesso della firma di questo Accordo di Programma.
- Peraltro è giunto il momento di pensare alla redazione di un P.A.T.I., Piano di Assetto del Territorio Intercomunale, tra Pianiga e Dolo, affinché si possa agire in modo coordinato nell’ambito relativo a Veneto City.
- Sul piano della viabilità, sottolineando l’importanza primaria che determinate infrastrutture rivestono per la funzionalità e l’accessibilità nel territorio di Veneto City, l’Accordo demanda l’impegno alla realizzazione delle stesse alla Regione Veneto, senza tuttavia che sia chiarito in quali modi e in quali tempi l’ente stesso le realizzerà. In mancanza di progetti e finanziamenti è lecito dubitare sulla realizzazione delle opere.
- Una delle opere in progetto nell’accordo di programma è la realizzazione della nuova fermata SFMR. Ci preoccupa che tale previsione possa comportare la cancellazione di altre fermate esistenti, che attualmente offrono un valido surrogato al mezzo privato nei trasferimenti quotidiani.
- riteniamo che il Collegio di Vigilanza possa e debba essere uno strumento efficace. Questa responsabilità è ricoperta dai sindaci dei nostri comuni, che dovranno ascoltare la cittadinanza.
3) IL COMPORTAMENTO DEL SINDACO - Per quanto attiene l’autorizzazione al Sindaco per la sottoscrizione dell’Accordo di Programma, sottolineiamo:
- Il Sindaco chiede l’autorizzazione a sottoscrivere un accordo, a nome dell’intera cittadinanza: è una di quelle occasioni in cui il Sindaco si dovrebbe sentire, almeno formalmente, il Sindaco di tutti. Peccato che tale ruolo non sia stato rivestito nella fase di formazione dell’accordo, durata qualche anno, nella quale il Sindaco di tutti avrebbe dovuto coinvolgere tutti, ma non l’ha fatto.
- Abbiamo già avuto modo di denunciare la grave mancanza di comunicazione da parte dell’amministrazione, in particolare quando ha deliberatamente ignorato Veneto City, da anni presente nella pianificazione territoriale, quando ha progettato e approvato il P.A.T., da domani superato ed inadeguato.
- Le giustificazioni addotte circa tale segreto (dire che non esistesse nulla di concreto, o che il progetto fosse troppo futuristico) non convincevano e non convincono, poiché anche i piani sovra comunali da tempo precisano la destinazione di quell’area quale polo strategico. La maggioranza deliberatamente non ha voluto tenerne conto.
- In quanto a partecipazione non ci meravigliamo: questa Amministrazione ha dimostrato di non essere mai stata interessata alla partecipazione dei cittadini, specie sui temi più impegnativi. Argomenti quali il PAT, il Piano degli Interventi, specialmente il progetto Veneto City, dovevano seguire una strada diversa: non certo quella delle segrete stanze, ma sicuramente quella di un percorso partecipativo democratico che avrebbe dovuto iniziare fin dal momento in cui l’idea dei proponenti era stata dichiarata alle amministrazioni interessate.
- non vi è traccia di Veneto City nel programma amministrativo di questa maggioranza. Questa Amministrazione non può quindi né alzare la bandiera del consenso ricevuto, né agire in solitudine: è nella natura stessa del rapporto democratico, nella volontà e nel desiderio di non sentirsi soli nella decisione, che si doveva ricercare l’ascolto, il confronto, il sostegno e l’accompagnamento di tutti i cittadini.
- l’Accordo di Programma è frutto di una trattativa che non ci ha visti partecipi. Tutte le questioni affrontate al suo interno, come i vincoli, le mitigazioni, gli oneri del Proponente, le tempistiche programmate, sono scaturite da scelte e da accordi dei quali siamo stati tenuti all’oscuro fino all’improvvisa accelerazione del Sindaco che ci ha fatto pervenire un pacchetto preconfezionato.
Per questo metodo e questo comportamento che riteniamo inaccettabile e che non mancheremo di denunciare pubblicamente ed inoltre per la mancanza di progetti e finanziamenti relativi alle infrastrutture esterne a Veneto City, noi votiamo CONTRO questo punto riguardante l’autorizzazione alla sottoscrizione, riteniamo che il Sindaco rappresenterà se stesso e la sua maggioranza, formalmente anche il Comune di Pianiga, ma non i cittadini di Pianiga.
I consiglieri comunali
Naletto Riccardo
Gottardo Nello
CONSIGLIO COMUNALE DEL 10 GIUGNO 2011 – COMUNE DI PIANIGA
PRESENTAZIONE PROGETTO VENETO CITY
Egregio Signor Sindaco e colleghi Consiglieri,
come gruppo di minoranza Pianiga Democratica desideriamo contribuire al dibattito sul progetto Veneto city con alcune riflessioni.
COMUNICAZIONE – CONFRONTO: E’ necessario premettere che, di fronte ad un progetto di tale portata, già da tempo sarebbe stato doveroso da parte dell’amministrazione, informare la cittadinanza, coinvolgendola in modo trasparente e puntuale.
Facciamo notare invece che fino ad oggi, ormai prossimi alla firma dell’accordo di programma, questa amministrazione non si è fatta carico di organizzare, sull’argomento un dibattito pubblico a Pianiga, né per informare, né per ascoltare le opinioni dei propri concittadini, facendo anzi intendere che Veneto City fosse un progetto utopistico e lontano dal realizzarsi.
In realtà se ne parla da tempo, abbiamo visto mobilitarsi comitati, c’è stata una seria e apprezzabile analisi da parte delle parrocchie locali sfociata in un interessante documento, ci sono state iniziative di informazione da parte di partiti e movimenti politici del territorio; ci riferiamo anche a incontri e dibattiti che abbiamo personalmente sollecitato al partito a cui facciamo riferimento, nei quali si è cercato, superando una fase pregiudiziale, di ottenere e fornire le maggiori informazioni utili al fine di una valutazione quanto più oggettiva possibile del progetto.
Tutti ne hanno parlato e continuano a parlarne, alimentando un confronto sicuramente salutare, che ha portato, nel corso degli ultimi anni, a riconsiderare il progetto originario di Veneto City, producendo la nuova proposta “green” più sostenibile.
PARTECIPAZIONE: Per quanto riguarda la partecipazione e la concertazione con la cittadinanza, il proponente assicura che dopo la firma dell’accordo di programma, una società di comunicazione farà conoscere il progetto e informerà massicciamente la comunità, una sistema insolito in quanto prima si decide, poi si informa, con la pretesa di ottenere il consenso della popolazione. Così facendo, si producono disaffezione e indifferenza, svuotando la partecipazione del suo significato autentico. Meglio sarebbe se, allo stato attuale, si facesse un ultimo sforzo nel senso della partecipazione, permettendo una comunicazione non solo informativa, ma soprattutto mirata all’ascolto e a considerare critiche costruttive, migliorie ed istanze da parte dei cittadini.
IL P.A.T. MIOPE: Il Piano di Assetto del Territorio di Pianiga (P.A.T.), già adottato da questo Consiglio Comunale nel 2008, e approvato in conferenza dei servizi lo scorso anno, ha volutamente ignorato il progetto Veneto City, non considerando la strategia e le potenzialità di un polo attrattivo già evidenziato nei piani sovracomunali. La questione rilevata nelle osservazioni presentate dal nostro gruppo nel 2009, diventa oggi di estrema attualità, rilevando che lo strumento urbanistico approvato risulta oggi superato da Veneto City e dunque inadeguato alle nuove esigenze e alle nuove dinamiche che trasformeranno il nostro territorio con risvolti sul piano economico, sociale, urbano oltre che demografico.
Probabilmente converrebbe sospendere questo strumento urbanistico di validità decennale, al fine di adeguarlo alle nuove prevedibili esigenze di pianificazione, in modo da avere strumenti congrui per affrontare le sicure conseguenze relative alle tematiche della viabilità, della residenza, delle infrastrutture, dei servizi, nel delicato equilibrio che il nostro “graticolato romano” esige.
TERRITORIO STRATEGICO: come accennato in precedenza la pianificazione nei vari livelli sovracomunali, indica il territorio dove verrà collocato Veneto City, assieme a quelli adiacenti agli sbocchi autostradali, come aree fortemente attrattive (servizi, commercio, logistica ecc..). Del resto, un territorio già fortemente caratterizzato, dal passaggio di ferrovia e autostrada con l’attuale destinazione delle aree, porrebbe oggi come unica alternativa a Veneto City l’edificazione di fabbriche e capannoni. Ciò che non si dovrebbe più fare è la costruzione di fabbriche a ridosso delle nostre abitazioni, permettere capannoni e impressionanti muri di cinta sul nostro fragile graticolato (un esempio Rivale), oppure prevedere zone residenziali che si insinuano in quelle industriali, offrendo panorami indecorosi e una cattiva qualità della vita (un esempio Mellaredo).
IL PROGETTO VENETO CITY: Ci sono motivi che vedono Veneto City positivamente, se lo si vuole pensare come un’opportunità di sviluppo e di riorganizzazione del territorio. Il progetto sembra sostenibile, essendo oggetto di un contratto complessivo, con regole, limiti, condizioni che non consentono di abusare del territorio o di stritolare l’economia locale esistente. Altre garanzie di sicurezza però potrebbero essere previste, per esempio demandando a un osservatorio costituito da enti locali, istituzioni, cittadinanza, ecc. al fine di vigilare sulla corretta realizzazione del progetto, avendo diritto di accedere alla documentazione, agli atti, di monitorare e di interloquire con i privati e i proponenti. Osservatorio da costituire subito, per studiare gli effetti, le conseguenze, le ricadute che un progetto di tali proporzioni può produrre, al fine di indicare le contromisure che il proponente dovrà adottare (dal problema viabilità nell’area e soprattutto intorno all’area, al problema residenziale, da quello dell’impatto sociale a quello dell’integrazione con gli abitanti e le comunità locali, ecc.) Non dobbiamo subire passivamente Veneto City, tanto meno esserne succubi: dobbiamo gestire attivamente ed imporci a contrastare ogni possibile intento egoistico e mettere sul tappeto tutte le responsabilità che il proponente deve accollarsi perché l’impatto sia meno gravoso possibile e l’integrazione col resto del territorio sia un obiettivo da perseguire.
I consiglieri comunali
Naletto Riccardo
Gottardo Nello
.
.
"PIANIGA DEMOCRATICA" è il nome della lista civica di centro-sinistra che si è presentata alle Elezioni Amministrative del 13 - 14 aprile 2008.
L'omonimo gruppo consiliare di minoranza è rappresentato dai due consiglieri eletti, Riccardo Naletto e Nello Gottardo, esponenti del Partito Democratico.
Implementeremo quanto prima con informazioni sempre più dettagliate.
Chiediamo la Vs. pazienza in questo periodo di "transizione".
Grazie !
Circolo PD Pianiga