Accordo di Programma Veneto City
Sottoscritto in conferenza decisoria il 29 giugno 2011 tra la Regione Veneto, la Provincia di Venezia, il Comune di Dolo, il Comune di Pianiga e la ditta proponente Veneto City s.p.a.
Ai sensi dell’ art. 32 della L. R. n. 35/2001.
Partito Democratico - Pianiga
OSSERVAZIONI
1 ADEGUAMENTO DEL P.A.T.
Premesso che il PAT del Comune di Pianiga risulta inadeguato a causa della mancanza di previsione in esso dello sviluppo dell’area “Veneto City”.
Constatato che tale mancanza richiede l’adeguamento del PAT, come previsto nello stesso Accordo di Programma a pagina 9: “modifiche delle previsioni urbanistiche dei Comuni di Pianiga e Dolo e adeguamento del PAT del Comune di Pianiga”, elementi peraltro descritti nella documentazione allegata all’Accordo stesso.
CHIEDE AL SINDACO che sia resa operativa la seguente proposta, denominata 1:
venga inserito all’Accordo di Programma l’articolo 6 bis- Obblighi a carico del Comune di Pianiga, con il seguente contenuto : “A carico dell’Amministrazione di Pianiga predisporre uno studio sugli effetti urbanistici, territoriali e ambientali dell’intervento Veneto City e delle misure necessarie per il suo inserimento nella pianificazione comunale. A tale studio consegue la revisione del PAT. La variante al PAT sarà adottata dal Comune e approvata da Regione e Provincia prima dell’approvazione del primo PUA di Veneto city.
2 INCONTRI PUBBLICI
Constatato che i dibattiti pubblici, nel caso di interventi importanti e di rilievo, sono di fondamentale importanza, affinché la cittadinanza sia informata e possa contribuire in modo propositivo o oppositivo all’opera.
CHIEDE AL SINDACO che sia resa operativa la seguente proposta, denominata 2:
Ogni successiva presentazione di Piano Urbanistico Attuativo, alla sottoscrizione dell’accordo di programma Veneto city dovrà essere oggetto d’incontro pubblico preventivo promosso dall’Amministrazione Comunale di Pianiga; l’Amministrazione è tenuta a pubblicizzare adeguatamente ogni fase del progetto fino al termine previsto nell’Accordo di Programma.
3 ATTUAZIONE DEL PROGETTO
3.1 SISTEMA TRASPORTISTICO ED INFRASTRUTTURALE
Premesso che la mancanza di previsione nella realizzazione delle infrastrutture viarie connesse con l’area Veneto City comporta un grave deficit dell’Accordo di Programma. Infatti, nel caso della mancanza o di ritardata esecuzione dei collegamenti adeguati al flusso degli addetti e dei visitatori previsti, il nuovo generatore comporterà sovraccarico di traffico per le reti viarie dei Comuni di Pianiga e Dolo. In tale caso è da attendersi la congestione della viabilità esistente, non in grado di supportare il flusso che verrà raddoppiato rispetto all’attuale, come si deduce dalle simulazioni dei flussi veicolari (studio 2010 commissionato dai Comuni di Dolo e Pianiga). Tale studio rileva, infatti, criticità delle seguenti arterie:
• SETTORE NORD-OVEST - La previsione progettuale concentra i flussi sulla nuova bretella A4-Noalese. Sorgono problemi di dimensionamento dell’asta e delle intersezioni; livello di servizio della SR515 Noalese; capacità degli incroci semaforizzati di Vigonza e di Mellaredo
• SETTORE SUD-OVEST -La congestione a casello 9 (via Piove-Riviera del Brenta) esiste già attualmente. Un flusso, ridotto ma significativo, attraversa Dolo per evitare casello 9.
• SETTORE SUD-EST - L’accesso all’A57 in direzione Venezia è obbligato lungo via san Silvestro (eventuale casello monodirezionale).
• SETTORE NORD - le strade provinciali via Accoppé, via Ballò, via Porara vedono incrementare i flussi, provenienti da nord.
• SETTORE CENTRALE - Tutti i percorsi interni di Veneto city, compreso l’incrocio via Stazione- via Veneto, che pure è sottopassato da via Roncoduro-via Veneto, appaiono critici.
In particolare si sottolineano i seguenti elementi:
• Il collegamento tra A4 e SR515 Noalese va calibrato e completato in tutti i suoi segmenti (cavalcaferrovia ed intersezioni);
• È richiesta la messa in sicurezza delle intersezioni di via Marinoni a Pianiga (incroci con via Roma e con via Cavin Maggiore)
• Via Accoppè va ricalibrata secondo le ipotesi della Provincia, ovvero con piattaforma di larghezza 7 m e con pista ciclabile;
• I percorsi interni di Veneto city vanno dimensionati e ricalibrati per garantire un adeguato livello di servizio. In particolare va giustificato lo schema tra le due rotatorie esistenti ad ovest di via stazione.
Constatato che nessuna delle criticità evidenziate nello studio sopracitato trova soluzione nelle opere previste a carico del Promotore Veneto City e che non è identificato il finanziatore e l’attuatore degli interventi in grado di risolvere le criticità delineate negli studi infrastrutturali e trasportistici.
CHIEDE AL SINDACO che sia resa operativa la seguente proposta denominata 3.1:
venga integrato l’Accordo di Programma con l’individuazione esplicita di quali opere infrastrutturali saranno realizzate, in quali tempi e quali Enti – Promotore, Regione, Provincia, Comuni di Dolo/Pianiga - saranno gli effettivi finanziatori e realizzatori delle opere infrastrutturali necessarie a sopperire a tale deficit.
3.2 SICUREZZA AMBITO VENETO CITY
Premesso che l’ordine pubblico in un’area vasta prevista dall’insediamento Veneto City potrà risultare un problema ed un costo. La sicurezza del nuovo insediamento e delle aree circostanti non può essere messa a carico dei Comuni di Pianiga e Dolo.
Constatato che nell’Accordo di Programma non si menzionano gli strumenti che il proponente o i soggetti attuatori, intendono porsi a carico e a garanzia della sicurezza dell’area, e riscontrato che il territorio versa in una situazione di carenza organica e strumentale, per quanto concerne l’esercizio da parte delle forze dell’ordine delle funzioni di controllo e repressione dei reati e della delinquenza.
CHIEDE AL SINDACO che sia resa operativa la seguente proposta, denominata 3.2:
sia aggiunto l’articolo 5 bis-Sicurezza ambito Veneto City, nell’Accordo di programma, con il seguente testo: “Il controllo e la sicurezza dell’area non devono gravare sugli Enti locali, ma devono essere a cura e carico dei soggetti attuatori, attraverso un sistema si sorveglianza che gli stessi dovranno porre in essere fin dall’agibilità dell’area.”
3.3 DESTINAZIONE D’USO COMMERCIALE.
Premesso che all’articolo 5 delle “Norme Tecniche”, allegate all’Accordo di Programma e parte integrante di esso, si delinea la percentuale a destinazione commerciale, elaborato con la sigla “D.2 Commerciale” e si indica che tale destinazione d’uso non potrà superare il 14% della SNP. .
Constatato che tale percentuale risulta proporzionale alla SNP totale e di dimensioni importanti.
CHIEDE AL SINDACO che siano rese operative le seguenti proposte, denominate 3.3a e 3.3b:
• 3.3a-la superficie destinata ad uso commerciale individuata nelle Norme Tecniche con la categoria D.2 venga ridotta dal 14% al 5%, nel rispetto e per la salvaguardia dell’idea cardine dei soggetti Proponenti, cioè quella di sviluppare maggiormente la destinazione d’uso Direzionale quale fulcro della proposta stessa;
• 3.3b-tale percentuale non possa essere superata all’interno di ogni stralcio funzionale di realizzazione e le varie destinazioni d’uso previste nelle Norme Tecniche siano riproposte mantenendo gli indici di percentuale in ogni stralcio di realizzazione del progetto.
3.4 FERMATA SFMR
Premesso che una delle opere in progetto nell’Accordo di Programma, è la nuova fermata SFMR e del relativo parcheggio scambiatore di circa 500 posti auto.
Constatato che la fermata verrà realizzata in posizione intermedia tra le esistenti fermate di Vigonza-Pianiga e Ballò-Dolo, distanti pochi chilometri.
CHIEDE AL SINDACO che sia resa operativa la seguente proposta, denominata 3.4:
che la realizzazione della nuova fermata SFMR adiacente all’ambito Veneto City e funzionale ad esso, non comporti la cancellazione delle fermate esistenti di Vigonza-Pianiga e Ballò-Dolo, ma l’intensificazione del servizio. Le fermate di Vigonza-Pianiga e Ballò-Dolo offrono un valido surrogato nei trasferimenti quotidiani al mezzo privato: la cancellazione di tali fermate comporterebbe per il territorio un grave pregiudizio. Si chiede quindi che il Sindaco si impegni a preservare tale servizio con la stipula di accordi preventivi.
3.5 ESECUZIONE DELL’INTERVENTO IN STRALCI
Premesso che l’unità base dell’intervento è lo stralcio e non la Fase; che potrà essere eseguito parte dell’intervento di Fase 1, che è suddiviso in più stralci, dei quali risulta in programmazione soltanto lo stralcio 1°.
Constatato che l’esecuzione delle opere esterne al primo stralcio funzionale viene subordinata nel tempo all’esecuzione dei relativi stralci di appartenenza: la Fase 1 è composta di ben 4 stralci.
CHIEDE AL SINDACO che sia resa operativa la seguente proposta denominata 3.5:
tutti gli interventi viabilistici, infrastrutturali e di messa in sicurezza idraulica dell’area individuata dalla Fase 1, siano eseguiti nell’intera area di previsione della prima fase, simultaneamente alla realizzazione del primo stralcio funzionale e indipendentemente dalla realizzazione dei successivi stralci di Fase 1.
4 ATTUAZIONE DELL’ACCORDO DI PROGRAMMA
4.1 COMPOSIZIONE DEL COLLEGIO DI VIGILANZA
Premesso che l’articolo 9 dell’Accordo di Programma demanda la vigilanza ed il controllo sull’esecuzione dell’accordo stesso al Collegio di Vigilanza, istituito in conformità a quanto stabilisce il c.7, art.34, D.lgs 267/2000
Constatato che il c.7, art.34, D.lgs 267/2000, stabilisce la composizione del sopra citato organo, indicandone tra i componenti il Presidente della regione e i rappresentanti degli enti locali interessati dall’accordo sottoscritto, ma non menziona la presenza all’interno del Collegio di Vigilanza del Proponente (Venetocity spa).
CHIEDE AL SINDACO che sia resa operativa le seguente proposta, denominata 4.1:
La figura del “Proponente” venga esclusa dal Collegio di Vigilanza per motivi di opportunità della separatezza tra controllore e controllato.
4.2 POTERI DEL COLLEGIO DI VIGILANZA
Premesso che l’articolo 9 dell’Accordo di Programma demanda la vigilanza ed il controllo sull’esecuzione dell’accordo stesso al Collegio di Vigilanza, istituito in conformità a quanto stabilisce il c.7, art.34, D.lgs 267/2000
Constatato che al Collegio di Vigilanza spetta il controllo tecnico sull’esecuzione dell’accordo di programma e sull’attuazione del programma di intervento, anche con riferimento all’esecuzione delle opere pubbliche viarie, come indicato nel 2° comma dell’articolo 9, del sopra citato Accordo, ma non spetta al collegio di vigilanza il potere di valutare il nesso di funzionalità delle opere oggetto dell’intervento.
CHIEDE AL SINDACO che sia resa operativa le seguente proposta., denominata 4.2:
Spetti al Collegio di Vigilanza il potere di valutazione del nesso di funzionalità delle opere previste nel sopra citato Accordo di Programma.
4.3 RECESSO UNILATERALE
Premesso che l’articolo 9 dell’Accordo di Programma demanda la vigilanza ed il controllo sull’esecuzione dell’accordo stesso al Collegio di Vigilanza, istituito in conformità a quanto stabilisce il c.7, art.34, D.lgs 267/2000
Constatato che in caso di recesso dell’amministrazione, il c.4, art.11, l.241/1990, prevede l’obbligo di provvedere alla liquidazione di un indennizzo in relazione agli eventuali pregiudizi verificatisi in danno del privato parte e realizzatore del programma previsto nell’accordo.
CHIEDE AL SINDACO che sia resa operativa le seguente proposta, denominata 4.3:
l’Accordo di Programma sottoscritto individui la previsione di recesso unilaterale dell’Ente locale e quantifichi l’eventuale indennizzo che l’Ente dovrà corrispondere al privato attuatore dell’intervento in caso di recesso unilaterale.
Partito Democratico Circolo di Pianiga Osservazioni Accordo di Programma Veneto City, sottoscritto in conferenza decisoria il 29 giugno 2011.
Il Partito Democratico Circolo di Pianiga ha depositato questa mattina presso la segreteria del Comune le osservazioni prodotte in merito all’Accordo di Programma sul progetto Veneto City, siglato il 29 giugno in conferenza decisoria.
Le osservazioni sono focalizzate su 4 macrotemi:
• La necessità dell’adeguamento della pianificazione comunale a causa della mancanza in essa della esistenza di Veneto City, già presente nelle pianificazioni sovra comunali ;
• la mancanza di concertazione con i cittadini, indispensabile vista la rilevanza di un progetto di questa portata;
• le modalità di attuazione del progetto, sottolineando 5 punti fondamentali: 1)la mancanza di pianificazione, progettazione e finanziamento delle infrastrutture viarie necessarie a connettere l’intervento , 2) la mancanza di provvedimenti adeguati a garantire la sicurezza nell’ambito Veneto City, 3) l’elevato valore della destinazione d’uso commerciale, 4) la fermata SFMR che porterà ad abbandonare le altre fermate RFI, 5) la criticità della suddivisione in stralci, potenzialmente in grado di creare una cattedrale nel deserto;
• l’attuazione dell’Accordo di Programma, ed in particolare i poteri e la composizione del Collegio di Vigilanza e la mancanza di previsione all’interno dell’Accordo di recesso unilaterale per le Amministrazioni aderenti all’Accordo.
La Giunta Calzavara procede in perfetta solitudine nelle scelte programmatiche e di sviluppo del territorio nonostante ciò il Circolo del PD auspica che le osservazioni presentate siano prese in considerazione per migliorare un accordo sul quale è doveroso esprimere dubbi e perplessità.
Le osservazioni prodotte dal Circolo saranno pubblicate martedì 9 agosto nel sito del circolo www.pd-pianiga.com.
A tre giorni dall’approvazione finale in Regione il Sindaco Calzavara ammette l’esistenza del progetto di Veneto City e lo fa nel peggior dei modi, senza un dibattito preventivo con la cittadinanza .
Per lungo tempo il Sindaco è stato sollecitato dal Circolo del Partito Democratico di Pianiga a discutere del progetto e a non concepire la Pianificazione Comunale ignorando un elemento così rilevante e impattante per il territorio, ma il Sindaco ha sempre negato l’esistenza del progetto, definendolo una realtà lontana e futuristica.
Brutto soffrire di miopia quando si governa un Comune e si approvano strumenti urbanistici di fondamentale importanza e di durata decennale, come il PAT, che risulta già superato vista la mancanza di previsione dell’insediamento Veneto city.
Il Circolo di Pianiga del partito Democratico chiede al Sindaco:
Di giustificare, infine, come è stato possibile concepire, approvare e pagare la redazione del PAT in vigore, visto che la pianificazione urbanistica sovracomunale esistente già conteneva la previsione di ciò che oggi è chiamato Veneto city.
La tanto decantata Caserma dei Carabinieri è uscita definitivamente dal piano triennale delle opere pubbliche 2011-2013 dell’Amministrazione di Pianiga: il Sindaco lo ha spiegato in uno degli incontri pubblici per l’illustrazione del Bilancio di Previsione, svoltosi a Pianiga in una sala deserta.
La caserma non verrà realizzata, perché il Comune non riuscirebbe ad assicurare il suo mantenimento: troppe spese per un’Amministrazione che presenta un bilancio di “lacrime e sangue”.
Noi Democratici chiediamo però al Sindaco quanto l’Amministrazione ha speso finora per questa iniziativa, evidentemente inutile fin dall’inizio, per avviare la quale sono state pagate con le tasse dei cittadini progettazioni, istruttorie, gare per la fornitura di servizi, ecc.
E ora come pensa il Sindaco di affrontare il problema sicurezza, che riteneva così grave da prevedere la costruzione di una Caserma del costo di 1,6 milioni di euro? Il Sindaco non ha ipotizzato nessun intervento sostitutivo: dichiara ai suoi concittadini, perciò, che la sicurezza è un problema solo durante la sua campagna elettorale.
Da sempre, ricordiamo, il Partito Democratico si è opposto alla realizzazione della caserma dei Carabinieri, in quanto la caserma in se stessa, peraltro defilata dalla strada come quella ipotizzata a Pianiga, non può svolgere nemmeno la funzione di deterrenza, soprattutto in un territorio esteso e frammentato come quello del Comune di Pianiga.
La proposta del PD in tema della sicurezza del territorio è stata ribadita più volte: aumentare l’attività di pattugliamento delle forze dell’ordine, fornendo per esempio maggiori ausili alla Tenenza dei Carabinieri di Dolo, una realtà importante a noi vicina.
Noi Democratici chiediamo poi al Sindaco se l’attività delle Ronde Padane ("gli osservatori volontari per la sicurezza" coordinati con l’Amministrazione in carica) sul territorio di Pianiga, promossa dal suo Governo, sia stata di qualche utilità, dato che nessuno se n’è accorto.
A seguito delle novità riguardanti il progetto Veneto City riportate dalla stampa, il Circolo del Partito Democratico di Pianiga chiede all’Amministrazione di Pianiga di sollevare il velo di segretezza che avvolge l’iniziativa, promuovendo un dibattito pubblico ove si possa conoscere e delineare compiutamente il progetto Veneto City.
Alcuni consiglieri della Minoranza in Consiglio Comunale, più di 2 mesi fa, hanno chiesto chiarimenti ed aggiornamenti all’Amministrazione, ma nessun riscontro è stato loro fornito: è lecito chiedersi se i chiarimenti e le novità attinenti al progetto vengano tenuti nascosti per motivi non dichiarabili, oppure perché la Cittadinanza non è ritenuta degna di partecipare alle decisioni circa il suo futuro. Peraltro la Maggioranza non può neppure ritenere di aver ottenuto una delega dei suoi elettori su questo argomento, dato che nel suo programma elettorale il tema non era toccato, pur presentando un programma di 21 pagine.
Il progetto Veneto City, non considerato e con impatti ignorati dal PAT in vigore, dovrebbe essere oggetto di programmazione condivisa non solo dalla Giunta Comunale, ma anche dalla Cittadinanza, in quanto le sue conseguenze costituiranno una rivoluzione per il territorio, dal punto di vista urbanistico, demografico, sociologico, della mobilità e del traffico.
Questa rivoluzione avverrà qualsiasi sarà la destinazione d’uso del contenitore Veneto City, in ragione della sua dimensione, preponderante rispetto all’esistente comunità di Pianiga.
Ci si chiede se la nostra Amministrazione sia pronta ad affrontare una rivoluzione di tali dimensioni, visto che si è già dimostrata impreparata a rispondere alla crescente richiesta di servizi causata dall’aumento demografico intercorso in questi anni a Pianiga; è recente il problema scuola nella frazione di Mellaredo, dove la mancanza di una adeguata programmazione ha obbligato l’Amministrazione ad adottare una soluzione di emergenza.
Ci si chiede come il Sindaco possa responsabilmente decidere sul progetto Veneto City senza instaurare un dibattito pubblico che coinvolga l’intera Cittadinanza, considerato che il progetto avrà ripercussioni sul territorio che vanno ben oltre la durata temporale del suo mandato.
Ci si chiede se lo strumento urbanistico vigente (il PAT appena approvato) sia congruente con Veneto city, oppure se, come risulta evidente, l’Amministrazione debba presentare tempestivamente una variante, con le conseguenti forme di pubblicità e di tutela della Cittadinanza, condizionando a ciò il processo di approvazione del Piani di Intervento PI.
Il Circolo del partito Democratico di Pianiga chiede quindi al Sindaco di responsabilizzarsi nei confronti del proprio territorio: un’opera come Veneto City non può essere lasciata nelle mani dei sindaci di Pianiga e di Dolo ed essere decisa nelle segrete stanze della nostra Regione!
Partito Democratico - Circolo di Pianiga
Ai CIRCOLI del Partito Democratico - Provincia di Venezia
e p.c. alla Direzione Provinciale del Partito Democratico - Venezia
e p.c. alla Direzione Regionale del Veneto
Pianiga, 21 maggio 2010.
Oggetto: contributo al dibattito precongressuale dei circoli e provinciale.
Raccogliendo la sollecitazione del Segretario Provinciale, di promuovere il dibattito nei circoli e di contribuire a questa importante fase precongressuale, riteniamo utile condividere le nostre riflessioni con gli amici dei Circoli della Provincia di Venezia.
Invitiamo i Circoli che lo riterranno opportuno, ad utilizzare la circolarità consentita dalla posta elettronica, per far conoscere le loro opinioni e i contributi.
Siamo convinti della necessità del confronto, se è vero che il partito deve “ripartire dal basso” e che starà a noi esprimere il nuovo coordinamento provinciale.
Come iscritti e simpatizzanti del circolo comunale di Pianiga del Partito Democratico ci siamo confrontati, in queste ultime settimane, sui temi che dominano il dibattito politico interno al partito: dalla sua identità, agli esiti del voto delle regionali, dalle modifiche statutarie, ai prossimi congressi di circolo e provinciale e, da ultimo, dalla relazione del Segretario provinciale del 17 maggio.
Ne sono emerse delle riflessioni approvate unanimemente da tutto il circolo, i cui membri, ci teniamo a precisare, rappresentano tutte le mozioni.
Prima di tutto desideriamo rendervi partecipi del disagio che proviamo nel circolo, sia tra gli iscritti che tra i simpatizzanti e gli elettori, per il carattere di incertezza e staticità che il partito comunica. Percepito, al tempo della sua fondazione, come partito nuovo, segno di speranza per una larga parte di cittadini, si è rivelato ben presto solo un nuovo partito. Infatti, i pericoli della cosiddetta fusione a freddo, si sono rivelati effettivamente tali: nonostante le componenti fondatrici si siano mescolate, dando vita ad alcune mozioni che avrebbero dovuto contribuire ad una utile dialettica interna, risulta il permanere di una struttura del partito, anche a livello locale, ancorata a vecchi schemi e dinamiche, che impediscono di aprirsi a percorsi di rinnovamento, e interpretano la politica come potere, posizioni da difendere o da conquistare.
Gli elettori del centrosinistra e, tra questi, i moltissimi che non sono andati a votare, sono in attesa di vedere, nel partito nuovo, i segni di un cambiamento radicale: da questo punto di vista il rinnovamento deve cominciare e vedersi a partire dai livelli più alti, nazionale e regionali, dove maggiore è la responsabilità e maggiore l’esposizione ai riflettori dei mass media, di cui è certa l’influenza sull’opinione pubblica. Questa constatazione non ci esime dal riconoscere che è dai livelli intermedi (come il provinciale) e, in special modo, dai circoli territoriali, che deve iniziare la costruzione del partito nuovo che gli italiani attendono.
Il percorso di costruzione del partito è contaddittorio. Le direzioni provinciali e regionali chiedono ai circoli di essere tra la gente, radicati nel territorio, tessitori di relazioni, (e noi in questo cerchiamo di fare del nostro meglio ) mentre le stesse direzioni si presentano con divisioni, beghe, ambiguità, personalismi, la passione per i posti, per le poltrone, per i privilegi del palazzo o della bottega.
E’ evidente a tutti che c’è una questione morale che interessa il nostro partito. Fin da subito, era necessario dare “buon esempio”, non solo per essere credibili nel Paese e affermarsi alle elezioni, non solo perché lo diceva il Codice etico, ma soprattutto per dovere di coscienza, perché ci crediamo, perché è nel nostro dna. Invece, quella che emerge è, spesso, una politica di piccolo cabotaggio, quella con la “p” minuscola. Un esempio? Perché, dopo gli esiti negativi di provinciali e regionali, i candidati usciti sconfitti e non rieletti (e che, quindi, hanno subìto il giudizio degli elettori) sono “premiati” con una nuova collocazione in ambito politico (poltrona, posto, candidatura)? Non sarebbe una bella testimonianza se costoro se ne tornassero a lavorare cittadini tra i cittadini?
Su un altro piano, quello degli ”eletti”, fatta salva qualche rara eccezione, si ha la sensazione che, una volta dentro al “palazzo”, gli eletti si dimentichino dei propri elettori, forse a causa di tante incombenze e dell’impegno richiesto, ma forse anche a causa di una malintesa interpretazione del ruolo rappresentativo, che spesso, si limita a essere solo rappresentante. Un legame vitale deve unire l’eletto al proprio territorio e deve concretizzarsi:
- nel verbo “rendere conto”, che dà significato alla parola politica intesa come servizio;
- nell’atteggiamento di ascolto che deve precedere la traduzione in scelte politiche;
- nella ricerca della partecipazione che, sebbene implichi molta più fatica, rappresenta la strada maestra per assumere impegni e decisioni condivise, condivisibili e più giuste e sostenute dal consenso popolare.
I circoli sono stati, giustamente, sollecitati a contribuire con delle proposte alla preparazione dei congressi, e del congresso provinciale in particolare, e noi ci permettiamo, secondo le riflessioni in premessa, di avanzarne qualcuna che potrebbe aiutare la nascita del partito nuovo.
Siamo per un partito con una direzione autorevole, non autoritaria; decisa, non decisionista; slegata e non condizionabile da vecchie logiche di apparato; che sia espressione e sintesi della cultura e degli obiettivi del popolo di centro sinistra.
Non siamo per dare una delega in bianco, ma per un impegno che coinvolga tutti, - iscritti, circoli, eletti - in un lavoro dove ognuno si senta elemento di costruzione, dove ognuno sappia tutto dell’altro senza separazioni o distinguo, senza nascondimenti o sotterfugi.
Chiediamo un coordinamento che attivi, solleciti, incalzi le attività dei circoli, in un rapporto di comunicazione reciproco; perché i circoli non siano più solo esecutori di direttive, distributori di volantini, manodopera periferica a costo zero, ma siano vero presidio di conoscenza e ascolto del territorio.
Chiediamo trasparenza sull’organizzazione del partito, sulla distribuzione di competenze sui vari temi, dalla viabilità e infrastrutture alla sanità, dalle attività produttive alla cultura, alla scuola ecc., fornendo ai circoli i nominativi dei responsabili o referenti del partito a livello locale, provinciale, regionale e i nominativi degli eletti, in provincia e regione, competenti sulle stesse materie.
Chiediamo, ed è ciò che ci sta più a cuore, un coordinamento che sia intransigente sulla questione morale ed etica, perché su questo versante si gioca la credibilità del partito di fronte agli iscritti e agli elettori.
Circolo PD di Pianiga
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