PERCHE' NON CONVIENE IL NUCLEARE......
NORMALMENTE CE LE FANNO VEDERE COSI'
DIETRO E DENTRO SONO BEN DIVERSE.......
E DEVONO ESSERE VICINO L'ACQUA PER RAFFREDDARE IL PROCESSO.
Una centrale nucleare funziona, a grandi linee, così:
Dentro quei grossi "camini" c'è la reazione nucleare, cioè viene avviato un processo nucleare per far riscaldare, a temperature molto elevate, delle barre di uranio "arricchito" cioè altamente radioattivo.
Radioattivo significa che emette radiazioni nucleari, particelle subatomiche molto pericolose per tutta la vita del pianeta terra...... queste barre di uranio generano altissime temperature per creare vapore ad alta pressione che a sua volta fa girare delle enormi turbine che sono direttamente collegate a delle "dinamo".. Quest'ultime generano elettricità......
Il calore generato è talmente elevato che occorre molta acqua per tenere sotto controllo la temperatura del processo nucleare.
Dopo un determinato periodo queste barre di uranio perdono capacità per creare vapore ad alta pressione, per meglio dire hanno minore capacità ma ciò non significa che sono "esaurite" anzi....... Queste barre diventano le famigerate "Scorie radioattive" in quanto emettono ancora grandi quantità di particelle sub-atomiche... pericolosissime......
Il problema è ora "dove metterle" ???
Il tempo necessario perché questo combustibile nucleare perda la pericolosità è quantificato in MIGLIAIA DI ANNI....... Bella eredità lasciamo alle nuove generazioni.
L'Italia dopo un referendum che bocciava questa idea è tornata a considerare questa forma di generazione di energia.....
Per concludere rapidamente l'Italia dovrebbe entrare in questo ciclo:
Far costruire la centrale da azienda specializzata, e questa è francese, poi dovrebbe, periodicamente, acquistare il combustibile (leggi uranio arricchito) e il prezzo lo fanno i francesi o gli statunitensi..... Creare una centrale per arricchire l'uranio costa cifre folli, di solito queste centrali producono anche materiale nucleare per scopi militari....
L'Italia non ha la bomba atomica, perciò per tre centrali è costretta a comprare con il prezzo che DECIDE il venditore !
Per le scorie invece state tranquilli... QUELLE NON LE VUOLE NESSUNO !!!!!
Gente senza scrupoli ne ha stoccate una buona parte in Africa, seguendo poi con le semplici immondizie.... Altri hanno creato dei luoghi con grandi colate di cemento....
Ma immaginate... fra tremila anni ci sarà traccia di questi siti ??? O cambio di linguaggio, terremoti ecc. cosa potranno generare ????
Qui sotto degli approfondimenti, quello che consigliamo di più è il servizio fatto da Report, ottimo programma in onda su Raitre e su internet. Potrete, seguendo il link qui sotto vedere tutta la puntata dedicata a questo enorme problema.....
Troverete altre pagine, nel menù qui a sinistra, che indicano serie alternative......
La completa inchiesta di Report. Cliccate sopra una delle immagini....
Non si può dire che questa sia un'estate torrida ma il caldo fa male lo stesso. Questo è quanto accade al ministro Claudio Scajola che incurante della sequela degli incidenti nucleari che sono
avvenuti in Francia con 100 operai contaminati da scorie radioattive, in maniera troppo semplicistica abbraccia l'energia nucleare come semplice panacea della crisi energetica planetaria. Dopo la
conferenza stampa post elezioni e il primo Consiglio dei ministri di Napoli, Scajola ritorna alla carica sull'impellente necessità dell'apertura di centrali nucleari in Italia nel suo intervento alla
presentazione del rapporto annuale del Gestore dei servizi elettrici-Gse. “Su questi episodi mi pare ci sia stata un'enfatizzazione eccessiva tutti – puntualizza il ministro- questi episodi sono
sotto il livello minimo di pericolo”
Ermete Realacci, ministro dell'Ambiente del governo ombra del Pd, ha commentato così le parole di Scajola: "L'ennesimo incidente a Tricastin ci dice che il nodo della sicurezza è ben lungi
dall'essere superato e nonostante il nucleare oggi ci venga presentato come una fonte di energia sicura, pulita, illimitata e di basso prezzo, sappiamo bene che non è così". Per esempio ancora oggi
"è ferma per ragioni di sicurezza e con notevoli ripercussioni economiche, la centrale nucleare più grande del mondo, quella giapponese di Kashiwazaki, chiusa a tempo indeterminato per i
danneggiamenti causati dal terremoto del luglio scorso".
Roberto Della Seta, capogruppo del Pd nella commissione Ambiente, ha rincarato la dose: "La posizione di Claudio Scajola è ideologica. Come ci sono gli oltranzisti del no pregiudiziale all'energia
nucleare, così il ministro dello Sviluppo economico si arruola tra gli oltranzisti del sì a prescindere".
"La scelta se ritornare o no al nucleare è una questione seria e delicata, che va affrontata e risolta a partire dai dati oggettivi e non dalle suggestioni ideologiche. Bisogna verificare se questa
prospettiva è economicamente sostenibile e bisogna verificare se le tecnologie nucleari attualmente disponibili sono sicure rispetto ai rischi di incidente e rispetto al problema delle scorie".
Non c'è dubbio – ha proseguito Della Seta - "che questa successione impressionante di piccoli e meno piccoli incidenti francesi ponga proprio sul punto della sicurezza domande inquietanti". E farebbe
bene il governo italiano, "invece che a minimizzare quanto sta accadendo, ad avviare un'istruttoria approfondita e scientificamente indipendente sulla base della quale prendere una decisione
ponderata".
La crisi energetica è sicuramente un dato di fatto. La limitata produzione attraverso risorse non rinnovabili un altro fatto. La ricerca di nuove forme di energia “pulita e sicura” è un'esigenza
irrinunciabile.
Il nucleare all'acqua di rose no!
I recenti incidenti francesi alla centrale di Tricastin dimostrano che non è possibile fare proclami alla stampa e agli italiani dicendo che l'Italia sarà pronta nel giro di 5 anni a creare centrali
nucleari di nuova generazione.
La prudenza in questi casi viene suffragata dalla cronaca e dalla eccessiva ristrettezza dei tempi di realizzazione del nucleare (di quarta generazione). Innanzi tutto gli incidenti “lievi” che
possono capitare sono e rimangono “lievi” se, come è ovvio, si tende a tranquillizzare l'opinione pubblica facilmente suggestionabile. Poi i danni o più semplicemente le conseguenze collaterali che
l'utilizzo di questo nucleare non sicuro se da un lato soddisfano un bisogno energetico dall'altro creano scompensi per la sua produzione. Basta pensare, anche solo ragionando in maniera
superficiale, al fabbisogno di acqua – nella stragrande maggioranza dei casi potabile – per il raffreddamento dei reattori. Un problema non indifferente per un territorio come quello italiano con
evidenti carenze idriche.
Il Partito democratico ha ribadito la sua posizione di essere favorevole al nucleare sicuro ossia quello di quarta generazione disponibile, purtroppo, non prima del 2020. Tra l'altro, come ha
sottolineato Pierluigi Bersani, il problema non è quello di scegliere tra uno o due centrali da costruire ma di strutturare un intero sistema di produzione e di ricerca.
In campagna elettorale Berlusconi annunciava di aver messo le basi per il ponte sullo Stretto di Messina. I messinesi e i reggini ancora le cercano. Scajola parla di nucleare in 5 anni. Non c'è
dubbio premier e ministro per lo Sviluppo economico saranno pronti ad uscire di nuovo allo scoperto per il bene dell'umanità.
Solo a fine maggio invece “The Wall Street Journal” bocciava in maniera drastica i proclami di Scajola su ritorno al nucleare sic et simpliciter: i costi eccessivi di costruzione non quantificabili
in quanto in costante crescita, i tempi di realizzazione almeno raddoppiati rispetto ai 5 anni annunciati dal ministro e la mancanza di alcuna comunità italiana disponibile a vedersi costruire un
reattore nucleare nelle sue vicinanze – i recenti problemi logistici campani che la vicenda spazzatura ha evidenziato non stati ancora “smaltiti”- erano tre validi motivi di scetticismo.
In campagna elettorale Berlusconi annunciava di aver messo le basi per il ponte sullo Stretto di Messina. I messinesi e i reggini ancora le cercano. Scajola parla di nucleare in 5 anni. Non c'è
dubbio, premier e ministro per lo Sviluppo economico saranno pronti ad uscire di nuovo allo scoperto per il bene dell'umanità.